Oramai non scrivo altro che mail, niente che ne
superi la lunghezza o la profondità . Niente che sia meno efficace e
sbrigativo. Oramai è difficile trovare qualcuno che legga altro, seriamente.
Anzi, le stesse mail efficaci e sbrigative vengono lette superficialmente e
quando qualcuno sbrodola o esagera con i particolari, la lettura salta del
tutto. C'è una rapidità tale nelle nostre giornate, che cerchiamo di
velocizzare anche quello che è già veloce, mandiamo tutto in fast
forward, senza pensare. Decidere, agire, business, on call... Al massimo poi si
fa una remediation (sigh!). E sì, perchè tutta questa rapidità di
lascia una scia di stupidità , di non detti, di fraintesi, di solchi che
si allargano semplicemente perchè non abbiamo voglia di comporre un numero di
telefono o di alzarci ed andare a trovare il vicino di scrivania. Isolati in un
openspace. Scriviamo una mail se si parla di
lavoro, se ho una domanda urgente. Ma ponimela a voce la domanda! Si, ma così
rimane traccia! Pensiamo sempre che ci vogliano inculare. La paura
dell'inculata fa fiorire le mail. E ci si ritrova in milioni in copia
conoscenza, con giri di mail che tra domande, risposte, proposte,
controproposte, smentite e rettifiche arrivano a dieci anni prima. Nel
frattempo molti di quelli in cc hanno cambiato azienda..
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